La disciplina giuridica per la produzione dei vini dealcolati
Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha finalmente adottato la normativa che consente di produrre anche in Italia i vini dealcolati.
Il Decreto ministeriale del 20 dicembre 2024 è stato accompagnato da forti polemiche e attua quanto previsto dal Regolamento 2021/2117 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2021 che ha modificato, tra l’altro, il Regolamento n. 1308/2013 del 17 dicembre 2013 in materia di organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli.
Dalla citata normativa europea, oggetto di lunghi e complessi negoziati, si evince che è consentito ridurre parzialmente o totalmente il tenore alcolico dei vini fermi, dei vini spumanti, dei vini spumanti di qualità, dei vini di qualità di tipo aromatico, dei vini spumanti gassificati, dei vini frizzanti e dei vini frizzanti gassificati.
L’Arbitro Assicurativo ai nastri di partenza
Con il D.M. 6 novembre 2024, n. 215, pubblicato in G.U. il 9 gennaio 2025, n. 6, finalmente, è stato fatto un altro passo avanti nel lungo iter di istituzione dell’Arbitro Assicurativo, il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie, previsto dagli articoli 141, comma 7, del codice del consumo (d.lgs.6 settembre 2005, n. 206) e 187.1 del codice delle assicurazioni (d.lgs.7 settembre 2005, n. 209).
Come si evince dal citato decreto ministeriale al momento manca solo un provvedimento dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS), recante le disposizioni tecniche e attuative di dettaglio, che consentirà di rendere operativo l’Arbitro a partire da ottobre 2025.
L’Arbitro Assicurativo, costituito presso l’IVASS, è un sistema di Alternative Dispute Resolution (ADR), che, nelle intenzioni del legislatore dovrebbe permettere di ridurre il contenzioso davanti al giudice ordinario e i tempi di durata dei procedimenti.
Dalle SSUU chiarimenti sul mutuo solutorio e sul mutuo “condizionato”
Le Sezioni Unite della Corte di cassazione con due sentenze, rispettivamente del 5 marzo (sentenza n.5841) e del 6 marzo (sentenza n. 5968) che troverete in allegato, è intervenuta a dirimere alcune questioni rilevanti in materia di mutuo.
Andiamo con ordine.
La sentenza n. 5841 del 5 marzo 2025 sul mutuo solutorio (PDF)
Il mutuo è solutorio o di consolidamento quando la somma di denaro consegnata dalla Banca è direttamente accreditata su un conto corrente che il mutuatario intrattiene presso il medesimo istituto di credito e che presenta un debito. L’operazione, di fatto, trasforma il debito a breve termine, assistito da garanzia personale (fideiussione) risultante dal conto corrente, in un debito a medio – lungo termine garantito da garanzia reale (ipoteca), costituito con il mutuo.
La guida dei lavoratori 2024
La guida dei lavoratori 2024, puntualmente aggiornata, rappresenta uno strumento essenziale per lavoratori, operatori e professionisti del settore, occupandosi di tutti gli aspetti relativi al rapporto di lavoro (servizi per l’impiego, tipologie contrattuali, regole sugli orari di lavoro, ammortizzatori sociali, buste paga, trattamento fiscale, licenziamenti, Tfr, pensioni ecc.).
Per chi parte. per chi rimane: vocabolario semiserio del diritto delle successioni
Purtroppo la morte riguarda tutti noi, che ci lascia e chi rimane. Con e dopo la morte nascono i problemi su a chi e come sono trasferiti i beni (e i debiti) del defunto, cioè come si svolge la vicenda ereditaria. Il libro vuole dare qualche indicazione sul come disporre dei propri beni e sui diritti e obblighi di tutti gli attori della successione in modo comprensibile ai non esperti e con numerosi esempi per scoprire le soluzioni a diversi casi. Il tutto in forma semplice e con qualche battuta o citazione per rendere la materia “semiseria”, pur se corretta e conforme alla legge.
Dati del libro
Titolo: per chi parte. per chi rimane: vocabolario semiserio del diritto delle successioni
Autore: Roberto Barone
Anno: 2024
Editore: Independently published
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La più bella. Perché difendere la Costituzione
È bella, giusta, poetica, gentile, generosa la nostra Costituzione. È scritta come una poesia ma è rigorosa, non ammette che la si contraddica. Considera tutti i cittadini e le cittadine uguali, dal più povero al più ricco, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di lingua, di orientamento politico, di condizioni sociali ed economiche. Per la nostra Carta costituente, tutti devono avere pari dignità sociale e la legge deve essere uguale per tutti. E obbliga la Repubblica a rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono ai cittadini e alle cittadine di avere una vita dignitosa. Non dobbiamo avere paura di niente, perché c’è la Costituzione a proteggerci. In questo racconto sentimentale Luca Sommi ci porta a scoprire la bellezza della nostra Carta fondamentale. Per amarla come merita. E per difenderla quando serve. Prefazione di Michele Ainis.
Dati del libro
Titolo: La più bella. Perché difendere la Costituzione
Autore: di Luca Sommi
Anno: 2024
Editore: Baldini+Castoldi
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Tutela consumatori: nuove regole per DOP e IGP
Il 23 aprile 2024 è stato pubblicato il Regolamento UE 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio recante il Testo Unico che riforma la normativa relativa alle DOP e alle IGP, marchi che tutelano, tra l’altro, vini, bevande spiritose e prodotti agricoli
DOP e IGP
La Denominazione d’Origine Protetta (DOP) comprende le menzioni tradizionali italiane DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) mentre l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) comprende la menzione tradizionale italiana IGT (Indicazione Geografica Tipica). Si tratta di marchi che garantiscono una particolare tutela giuridica a prodotti con qualità, notorietà e caratteristiche connesse a determinate aree geografiche di cui hanno il diritto di portare il nome, in via esclusiva. Essi garantiscono, altresì, i diritti di proprietà intellettuale e la loro protezione legale.
Le Sezioni Unite si pronunciano sull’ammortamento alla francese nei mutui a tasso fisso
Il 19 luglio del 2023 il Tribunale di Salerno, ricorrendo all’istituto previsto dall’art.363 bis c.p.c. ha disposto il rinvio pregiudiziale alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ponendo la seguente questione di diritto: “Dica la Corte di Cassazione se la mancata indicazione della modalità di ammortamento c.d. “alla francese” e/o del regime di capitalizzazione “composto” degli interessi passivi all’interno di un contratto di mutuo bancario stipulato nella vigenza del Decreto Legislativo n. 385 del 1993, anche per il caso in cui la modalità di ammortamento c.d. “alla francese” ed il regime di capitalizzazione “composto” siano desumibili dal cliente facendo ricorso al complesso delle condizioni contrattuali ed economiche pattuite (comprese quelle contenute nel piano di ammortamento allegato al contratto), integri oppure no un’ipotesi di nullità parziale del contratto di mutuo bancario ai sensi dell’articolo 117, comma 4, del D.Lgs. n. 385/1993, con le conseguenze di cui al comma 7 della succitata disposizione”.
Il nuovo libro nero della magistratura
C’è il giudice che dai suoi imputati aveva ricevuto a prezzi stracciati sei auto. Più una fiammante Porsche Cayenne come vettura di cortesia senza scadenza, e c’è il giudice violento con la moglie. C’è poi il magistrato che a degli imprenditori aveva chiesto biglietti a grappolo per una partita, pernottamenti multipli in hotel, riparazione di una barca e utilizzo di un gommone. C’è il pubblico ministero che fa circolare un dossier per screditare la collega «matta come un cavallo», perché legata al sindaco che lui aveva fatto arrestare. E ci sono i due pm che terrorizzavano i testimoni di un’inchiesta sulle tangenti nella pubblica amministrazione, promettendo loro «un soggiorno in cella con vista mare». Il nuovo libro di Stefano Zurlo, una miniera di storie quasi incredibili ma tutte verissime, racconta dall’interno i mali della magistratura, ricostruendo alcuni dei processi che si sono svolti negli ultimi anni davanti alla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura. Storie di corruzione, malcostume e arroganza, giudici che hanno anteposto alla correttezza e alla sacralità del proprio difficilissimo compito interessi meschini, denaro, potere, favori e scambi vantaggiosi con i potenti di turno. Se l’opinione pubblica accede a queste notizie in modo frammentario ed episodico, Zurlo ci offre una lente d’ingrandimento sull’attività della Disciplinare, per far conoscere le dinamiche del potere giudiziario e per comprenderle dall’interno, illuminando così un ambiente spesso buio e ovattato e rivendicando la necessità della trasparenza in tutti gli elementi che costituiscono uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia.
Dati del libro
Titolo: Il nuovo libro nero della magistratura
Autore: di Stefano Zurlo
Anno: 2024
Editore: Baldini+Castoldi
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Euribor e titolo esecutivo: la Cassazione fornisce chiarimenti
Il provvedimento del Procuratore Generale
Come rilevato in “Manipolazione Euribor: la parola passa alle Sezioni Unite“, nel mese di marzo il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha chiesto al primo Presidente di valutare l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite di un caso di nullità delle pattuizioni dei tassi di interesse dei mutui ancorata all’Euribor per il periodo 2005-2008.
In particolare, il Procuratore ha ritenuto che l’intervento delle Sezioni Unite fosse necessario a chiarire:
- se la decisione della Commissione Antitrust Europea C (2013) 8512/1 del 4.12.2013 (che ha accertato l’avvenuta manipolazione dell’Euribor in violazione della normativa antitrust) vale come presupposto fondamentale e prova privilegiata della condotta illecita, per tutte le banche e non solo per quelle direttamente coinvolte nel relativo accertamento;
- quale sia l’onere della prova incombente su chi agisce in giudizio.